Poco dopo l' uscita del promo di "Layers Of Lies", siamo stati contattati telefonicamente da un disponibilissimo Peter Wildoer (batterista della band ndR) per discutere riguardo al nuovo lavoro ed ai progetti futuri della band svedese. Sono le 21.30 precise, ora in cui è prevista la chiamata dalla Svezia...
Peter: Ciao, sono Peter dei Darkane, come va?
DarksomePoet: Ciao Peter, qui tutto ok, è un piacere sentirti. Là tutto bene? Come procede la band?
Peter: Guarda, con il gruppo procede tutto per il meglio, finalmente. Anche personalmente, è un periodo in cui non mi posso lamentare!
DP: Ok, allora direi che possiamo cominciare, e come prima cosa ti chiederei delucidazioni riguardo al significato del titolo del nuovo album. Chi o cosa sono, secondo la tua opinione, i "Layers Of Lies"?
Peter: Diciamo che il tutto deriva da una riflessione riguardo alla realtà, a come essa ci venga presentata ed a come invece sia veramente. Noi stessi non possiamo sapere, se non sondando con i nostri sensi, se la realtà che viviamo sia effettivamente "reale" o piuttosto finta od illusoria. Un concetto, se vogliamo, per certi versi simile a quello presentatoci dal famoso film "Matrix". Penso che la traccia numero 4 ("Fading Dimensions") sia quella che più si avvicina allo spirito psicotico e di riflessione interiore tipico dei nostri testi già da "Insanity" (il secondo album ndR).
DP: Ho apprezzato molto la copertina di "Expanding Senses" e la vostra immagine all' epoca. Con il nuovo album sembrate essere tornati su lidi più canonici. Cosa mi puoi dire della copertina di "Layers Of Lies"?
Peter: La copertina è in realtà una foto modificata digitalmente. L'abbiamo scelta quando ancora stavamo registrando in studio, e ci è da subito piaciuta per quanto è strana e per tutti i particolari dettagli presenti. A nostro modo di vedere è la copertina perfetta per rappresentare quei concetti di cui abbiamo parlato prima!
DP: Qualche giorno fa mi è arrivato il promo del nuovo album e, dopo qualche ascolto, mi è sembrato più complesso del precedente "Expanding Senses". Ti ritrovi in questo? Che metodi di composizione utilizzate all'interno della band?
Peter: Certamente, senza dubbio l' ultimo lavoro è più complesso del precedente ed anche molto più vario, in quanto la commistione di stili ed influenze è a mio parere meglio amalgamata. Per quanto riguarda le composizioni, ce ne occupiamo io e Christofer (Malmstrom, il chitarrista pelato ndR). In pratica il tutto nasce da un riff o da patterns di batteria, o da qualche idea che io e Chris abbiamo in testa. Poi assieme sviluppiamo la traccia per una canzone intera, che verrà successivamente terminata assieme al resto della band. Insomma c'è una sorta di collaborazione.
DP: Cosa mi puoi dire riguardo alla produzione? "Layers Of Lies" suona alle mie orecchie molto pulito ed aggressivo, in particolare per ciò che concerne le chitarre e la voce. È stato tutto ok in studio?
Peter: Per forza di cose è stato tutto ok! Questa volta abbiamo deciso di fare tutto da soli, senza affidarci ad un produttore o ad uno studio esterno. Vedi, "Expanding Senses" aveva un ottimo sound, molto "grasso" ed heavy, se capisci cosa intendo. Però aveva alcune lacune, tra cui quella per cui non era sempre chiaro per tutti gli strumenti cosa essi stessero suonando. Ora invece abbiamo cercato, in 4 mesi di lavoro, di abbinare l'aggressività alla chiarezza del sound, e direi che il risultato tutto sommato ci soddisfa.
DP: Bene... devo ammettere che "Layers Of Lies" non è ancora diventato un mio ascolto abituale, ma sono davvero interessanti le varie soluzioni da voi utilizzate, tra le quali in particolare posso citare i cori, gli assoli, e quei riff strani in stile Meshuggah. Cosa pensi a riguardo?
Peter: Guarda, senza alcun dubbio i Meshuggah sono stati una grande influenza per noi, oltre ad essere degli amici. Per quanto riguarda le parti "strane", effettivamente sono presenti qua e là nelle canzoni, e credo che il bello per un ascoltatore sia proprio quello di scoprire particolarità nuove ad ogni ascolto di un album. Abbiamo cercato dunque di dare un giusto bilanciamento tra le strofe più "thrashy" ed altre parti meno immediate...
DP: Ottimo Peter! La prossima domanda riguarda i 3 anni passati tra il precedente lavoro e quest'ultimo. Quali sono le ragioni di questo ritardo?
Peter: Il fatto è che, dopo la pubblicazione di "Expanding Senses", siamo dovuti partire in tour, e successivamente io ho avuto dei problemi alla schiena per circa sei mesi. Naturalmente prima di ricominciare a suonare ho dovuto aspettare la guarigione ed ulteriori mesi per la riabilitazione. Senza questo problema probabilmente l'album sarebbe uscito un anno fa o più.
DP: Ok, parliamo ora dei concerti dal vivo. Io ho seguito il vostro show a Wacken 2003, e avete davvero spaccato il culo, suonando molto bene anche nel Wet stage.
Avete già pianificato qualche tour, e pensi che verrete ancora ad esibirvi in Italia?
Peter: Certamente verremo ancora in Italia molto volentieri poichè, assieme all' olanda, è stato il posto dove ci siamo maggiormente divertiti! Credo però che tutto sarà rinviato a dopo la promozione del nuovo disco, vale a dire verso Ottobre-Novembre 2005 (attualmente pare che non li vedremo prima del prossimo anno, dato che tra agosto e dicembre ci saranno due nuovi pargoletti in "casa Darkane" ndR). Anche perchè ad oggi abbiamo tanti programmi per la testa, ma nessuno di essi ancora realizzato!
DP: C'è una canzone che ti piace particolarmente suonare dal vivo?
Peter: Beh certo, ce ne sono alcune... ad esempio "Innocence Gone", pur essendo cadenzata, ha una gran carica, ed anche "Convicted" difficilmente mi stanca!
DP: Dal vivo ricordo che anche "Emanation Of Fear" mi fece una gran impressione...
Peter: èchiaro! Ehehe... se ti piacciono i pezzi più veloci e le parti thrashy quella canzone fa per te!
DP: Senza dubbio! Ora vorrei sapere cosa ne pensi del trend imperante del metal-core... oserei quasi dire "il modo in cui gli americani suonano death svedese"...
Peter: Certo non posso dire di impazzire per quel genere musicale. Però dal punto di vista degli affari, è abbastanza triste vedere gruppi che copiano lo stile svedese e che nel giro di poche settimane hanno già venduto di più degli originali.
Come band credo che noi siamo abbastanza fuori da questo giro del metal-core, ma in America è così che funziona... e non la reputo una gran cosa sinceramente.
DP: Di cosa parlate nei vostri testi? C'è un concept in "Layers Of Lies"?
Peter: Come spesso accade, non si può parlare di un vero concept-album, ma tutte le liriche sono legate da un filo conduttore riguardante alcune riflessioni sulla mente umana e sulla realtà che ci circonda. Io ad esempio sono molto interessato a diversi modi di pensare come quelli orientali ed in particolare dell' india. Nel nuovo album ci siamo concentrati più che altro su interpretazioni di diverse realtà, sulla finzione ed altro.
DP: Ok, man, con le domande abbiamo concluso. C'è qualcosa che vuoi dire al pubblico italiano?
Peter: Io consiglio a chi è interessato di scaricarsi il nostro album da Internet. Non sono per nulla contrario a questo, anche se ci terrei che coloro che apprezzeranno "Layers of Lies" lo comprassero eheh... Naturalmente questo ci aiuta e ci dà più possibilità di riuscire ad organizzare dei tour, e la dimensione live per noi è fondamentale!
DP: Ottimo, Peter, è stato un grande piacere poterti sentire direttamente...
Peter: Anche per me, stammi bene!
DP: Spero di vedervi presto sul palco, buona serata.
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