Dampyr n. 59

Dampyr n. 59

"Le Terminatrici" - Dampyr n°59
Personaggio creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Majo
Copertina: Enea Riboldi
Ed. Sergio Bonelli
Di solito, quando si pensa all’Horror, la mente corre subito a evocare brumosi paesaggi anglosassoni, cupe foreste del centro Europa, città da incubo come la terribile Arkham di lovecraftiana memoria, invece l’orrore serpeggia sotto ogni centimetro dell’italico suolo, silenzioso custode d’innumerevoli incubi locali, lo sa bene Mauro Boselli, che questo mese porta i lettori di Dampyr in un villaggio della Sardegna, dilaniato da una faida che risale agli inizi del ‘900 e contrappone la ricca famiglia dei Sanna ai Mereu. Il Professor Angelo Sanna torna al villaggio natio insieme alla bella studiosa tedesca Sophie Mutter, i due esperti di etnografia e folklore sono intenzionati a riportare in auge l’antico carnevale, ma il loro tentativo si scontra presto con l’ostilità degli abitanti e sulla testa di Sanna pendono oscure minacce, che presto si trasformano in intimidazioni inquietanti. A dare manforte ai due studiosi arrivano il Professor Hans Milius e Harlan Draka, chiamati dalla spaventata Sophie. Nella migliore tradizione di Dampyr, prende vita ancora una volta una storia sospesa tra passato e presente, le matite di Majo (questo mese in forma smagliante e all’altezza della sua fama) riportano in vita il Supramonte dei primi del ‘900, le chine dense fanno vibrare di vita le ombre che si allungano sulle mura pietrose delle case del villaggio, trasparenze quasi palpabili disegnano i giochi della luce solare, tratti intensi scolpiscono volti di briganti e di streghe sanguinarie, il disegno restituisce tutta la vigorosa forza che si sprigiona dall’asprezza un po’ selvaggia del paesaggio sardo e dà forma a personaggi pulsanti di vita e passioni viscerali. Boselli firma la sceneggiatura di una storia appassionante capace di riportare il lettore a un passato vivido, che nasconde il ricordo di una vicenda fosca e cruenta, innescata da passioni intense. Si apre uno squarcio che illumina di una luce nuova le leggende locali, con esiti sorprendenti: una storia horror “made in Italy” che non ha niente da invidiare alle blasonate tradizioni d’oltre confine.

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