Molto spesso capita di intervistare gente che non ha per nulla voglia di rispondere in modo completo, altre volte mandi le domande, magari pure in inglese, cosa che mi costa mooolto tempo, e la risposta non arriva mai. Tutto questo ti fà proprio passare la voglia; rare volte invece capitano quelle persone, come il qui presente Luca degli interessanti Butterfly Noir, che hanno tanto da dire e non si risparmiano. Colgo infatti l' occasione per ringraziarlo della sua simpatia e per la sua disponibilità ed auguro a voi una felice lettura, ma non state troppo davanti allo schermo che ormai è estate, godetevela!!!
Jan: Ciao Luca e benvenuto, allora come e quando nascono i Butterfly Noir?
Luca: Ciao Jan; innanzitutto è opportuno precisare che io sono entrato nei Butterfly Noir dopo la loro formazione, ovvero nel 2001, assieme a mio fratello Fabio (chitarra) ed all'altro chitarrista Luca.
I 3 membri originali erano Alessandro (batterista), Giorgio (bassista) e Alessandro (chitarrista) che erano attivi con il monicker "Butterfly Noir" già da qualche tempo e proponevano un genere ancora più inclassificabile di quello attuale, (se è possibile).
In pratica, se proprio vogliamo essere pignoli, quella attuale è la seconda incarnazione del gruppo, anche se convenzionalmente indichiamo come data di formazione ufficiale il 2001, ovvero l'anno in cui la creatura "Butterfly Noir" ha assunto i connotati attuali.
J: Cosa accomuna i 6 musicisti che ne fanno parte e cosa rappresenta per voi la musica?
L: Ciò che accomuna i Butterfly Noir è la grande passione per la musica, in tutte le sue forme, ed una amicizia oramai consolidata. Insomma, quello che accomuna, o dovrebbe accomunare, i membri di ogni band degna di tale nome..
Puoi ben capire, quindi, come la musica per tutti noi sia un fortissimo collante ed una parte importante della nostra vita; per quanto mi riguarda poi, credo che potrei tranquillamente lasciarmi morire se mi privassero della possibilità di ascoltare musica..
J: Mi hai riferito che presto dovrebbe uscire una versione di "Lies Beneath the Illusion" rimasterizzata in digitale, come mai questa scelta e cosa puoi dirmi in linea più generale? Penso sia un ottima idea visto che la pecca più grande è la registrazione...
L: Il "parto" di LBTI è stato lungo e doloroso: le registrazioni erano già ultimate a Settembre del 2003, ma svariati problemi legati a tipografie poco serie, al sevizio postale scadente, che smarriva il cd con le parti registrate da Ilaria (Taroni, guest dagli Anima Naive) e Alessandro (Del Vecchio, guest dagli Edge of Forever)a Varese, hanno ritardato l'uscita dell'Ep che è avvenuta nel 2004.
A questo punto siamo stati cacciati dalla nostra sala prove (che per inciso era un asilo abbandonato) e l'estenuante ricerca di una sala adeguata e non troppo esosa (che dalle nostre parti è praticamente un miraggio), mista a problemi di line-up (come l'abbandono di Luca Monni e la temporanea dipartita di Giorgio Nardi), ci hanno praticamente impedito di pubblicizzare il disco e supportarlo con un adeguato numero di esibizioni live.
In pratica, a parte qualche sporadica esibizione, siamo stati fermi per tutto il 2004 ed il 2005 e LBTI non ha potuto godere di una opportuna promozione.
Come sai bene, per una band undergound, stare ferma e non promuovere il proprio disco significa "condannarlo a morte", così, consci anche degli innegabili difetti di registrazione di LBTI, abbiamo deciso di farne uscire una versione masterizzata in digitale, col duplice scopo di migliorarne il sound e di dargli ulteriore visibilità.
Abbiamo collaborato con Michele Bevilacqua ed i suoi "The Fourth Dimension Studios" (www.4thdimstudio.com), uno studio di recente apertura a Potenza specializzato in mastering di produzioni metal, ed i risultati ottenuti sono molto soddisfacenti. La versione di LBTI dovrebbe uscire per la fine di Aprile, restate sintonizzati sul nostro sito (www.butterflynoir.it) per ulteriori news a riguardo!!
J: Ormai è già parecchio tempo che il demo è in giro, ti va di tirare le somme generali?
L: Il demo ha riscosso un buon successo, non ci aspettavamo una risposta così positiva ad un nostro lavoro. Siamo molto contenti dei giudizi positivi della maggioranza delle riviste, sia cartacee che virtuali...poi, quando ci mettono top demo, godiamo come dei furetti in accoppiamento ehheeheheh!!Bisogna però ammettere che l'audience è divisa: o ci amano o ci odiano, poiché nelle recensioni o ci apprezzano molto (la maggioranza) o ci stroncano senza mezzi termini (risicata minoranza ma sempre presente)...una cosa che fa pensare...
Queste situazioni di amore-odio hanno alla fine sempre portato vantaggi alle band...incrociamo le dita!
J: La vostra è una proposta molto complessa e difficile da classificare, come descriveresti il sound dei Butterfly Noir a chi non l'ha sentito? E quanto pensi sia importante cercare di creare qualcosa di originale in un mercato così saturo come quello del metal?
L: Mmm...bella domanda!! Sono 5 anni che tentiamo di trovare una definizione del nostro sound, ma ormai ci abbiamo rinunciato, anche perché, questo è compito di voi "scribacchini", eheheh!!
Così, su due piedi, ti direi Black/Thrash/Dark/Progressive/Death/Post/Pink Floyd/Porchetta/Oliva Ascolana/Core, ma so che probabilmente è una definizione un po' troppo ESTREMA, quindi vado con l'altra che mi tengo di riserva: "EXTREME PROGRESSIVE METAL", dove il termine EXTREME indica appunto la connivenza di tantissime influenze e sonorità, che credo sia il nostro Trademark!
E per chi non avesse ancora le idee chiare: andatevi ad ascoltare gli mp3 sul nostro sito (www.butterflynoir.it) e date una definizione del genere che facciamo scrivendola nel nostro Guestbook, al più "fantasioso" regaleremo una copia di "Lies Beneath The Illusion" masterizzata in digitale ed una visita guidata di tutte le osterie paesane di Ascoli Piceno!!
Per quanto riguarda la questione dell'originalità, beh credo che in realtà non sia tanto importante, ma anzi, FONDAMENTALE!!!
Il problema è che l'originalità non va a braccetto con gli incassi (peraltro il metallaro medio credo sia la forma più reazionaria di essere vivente) e le etichette, i promoter e la stessa stampa specializzata spesso preferiscono puntare sulla moda del momento (che poi gira che ti rigira è sempre quella...vedi revival thrash..), incentivando la standardizzazione e della proposta musicale e alimentando la crisi di idee che sta uccidendo la scena underground ed il mercato discografico.
J: La durata di "Lies Beneath the Illusion" è notevole, ben 39 minuti, una scelta molto coraggiosa per un demo, pensi ancora che sia stata la scelta giusta? Perchè?
L: Assolutamente si, semplicemente perché Lies Beneath The Illusion non è stato mai concepito come demo: non ci siamo assolutamente posti il problema di dover rientrare in un "tempo promozionale", abbiamo registrato tutto ciò che di valido avevamo composto fino al momento di entrare in studio,come se fosse un album.
So che probabilmente sembrerà stupido, ma LBTI non è stato registrato per scopi promozionali, nessuno di noi si è detto "ehi, registriamo un demo cazzuto e vediamo di sfondare!": è nato semplicemente dalla nostra esigenza di esprimerci e tagliarne un pezzo avrebbe significato mutilare il nostro messaggio, presentare agli altri qualcosa che non ci rappresentasse appieno.
Sarà una filosofia anticommerciale e, probabilmente, controproducente, ma adattare la nostra musica a delle esigenze promozionali ne avrebbe sacrificato la spontaneità rendendoci meno orgogliosi di quello che avevamo registrato.
Ad ogni modo, se la Roadrunner volesse produrci saremmo ben lieti di adattarci alle loro "esigenze promozionali"!!! ahahahahahahahahahahaah!
J: I momenti che preferisco sono quelli più atmosferici, romantici ma al tempo stesso decadenti come ho scritto nella mia recensione, sei d'accordo con questa visione? È la tristezza ad ispirare queste sonorità?
L: Sicuramente. Io stesso sono un "fan" del pessimismo cosmico leopardiano, di Kieerkeggard, Epicuro e di tutta la ricerca condotta dall'uomo sul dolore connesso all'esistenza umana, sulle contraddizioni della nostra esistenza.
Preferisco di gran lunga ispirarmi a questo che parlare di morti ammazzati o di draghi o Anticristi e l'atmosfera generale del disco ne risente necessariamente.
Aggiungi anche che Fabio, Giorgio e Alessandro P. (ed anche l'ex chitarrista Luca Monni) hanno la passione per i lunghi, "lagnosi", fraseggi acustici e capirai il motivo per cui il disco suona così triste.
Questo ovviamente non implica necessariamente che noi siamo dei depressi cronici...ahahah!!
J: Altra caratteristica è l' ottima alternanza tra passaggi estremi ed altri più ragionati, in futuro quale delle due cose dobbiamo aspettarci di più?
L: Anche questa è una domanda da un milione di dollari. Come ti ho già detto abbiamo un approccio molto spontaneo alla composizione e ciò implica che nulla di quello che creiamo sia stabilito a tavolino: ad esempio non avevamo idea, quando siamo entrati in studio, che LBTI potesse suonare così "depressive".
Posso dirti che i problemi che abbiamo avuto in questo periodo ci hanno segnato e ci hanno portato a comporre qualcosa di decisamente più violento rispetto a quanto fatto in precedenza, ma ancora è presto per capire se il prossimo ep (o album o MCD..) possa suonare più estremo o più ragionato. Si vedrà verso la fine di quest'anno, quando penso che faremo uscire qualcosa.
J: A proposito di questo discorso pensi sia corretto definire i Butterfly Noir un gruppo estremo? E cosa significa per te essere "estremi"?
L: E' indubbio il fatto che suoniamo molto meno "spietati" di molte delle cose che si sentono in giro; anche il nostro look non è propriamente quello da sbudellatori di cattolici tipico dei True Blacksters.
Da questo punto di vista, quindi, direi che tanto estremi non siamo: pensa che io sono anche il classico "ingegneretto" e raramente mi troveresti a lezione con le borchie e un crocefisso riverso di due metri appeso al collo..hehehe!
Il nostro essere "estremi" è più basato sull'approcciare alla composizione in maniera totalmente "open-minded", nel lasciare che tutte le nostre influenze possano confluire nella musica, senza preoccuparsi di uniformare troppo il pezzo secondo regole precostituite.
In pratica, troviamo il nostro estremismo musicale fondendo influenze e sonorità che possono appartenere a generi di musica molto differenti in maniera del tutto "disinibita", con i risultati che puoi ascoltare su LBTI.
J: Ora provo io a dirti come vorrei che suonasse la vostra prossima uscita: più estremismo sonoro da una parte e dall'altra dovreste rendere i momenti darkeggianti ancor più marcati e profondi portando il tutto all'apice massimo, uscirebbe qualcosa di grandioso! E poi voglio più chitarre acustichee alla Opeth nelle quali a mio parere siete fortissimi. Che ne pensi?
L: Penso che se i "sordi li cacciassi tu", chiamerei Ackerfeldt come guest e Andy Sneap come producer e ti metterei tutte le chitarre acustiche che vuoi!!!ahahaahaha!!
A parte gli scherzi, grazie per i complimenti, ma non abbiamo realmente idea di quello che potrà venire fuori.
Come ti ho detto la composizione per noi avviene in maniera del tutto spontanea, inoltre abbiamo subito molti mutamenti dai tempi della registrazione di LBTI e probabilmente quello che sentirai nella prossima uscita potrebbe suonare diversissimo da quello che ti attenderesti da noi. Come si dice: chi vivrà vedrà!
J: Ora una curiosità, nell'artwork compare due volte il viso di una ragazza, chi è e cosa rappresenta?
L: Dell'artwork si è occupato Alessandro P., che è il grafico del gruppo; ad ogni modo, quello che ti posso dire è che è fissato con la gnocca e la metterebbe dappertutto..hahaahaha!! No dai, torno serio, la ragazza del booklet non rappresenta nulla in particolare, è semplicemente una nostra amica che ha prestato il suo volto per dare quel tocco di romanticismo in più al tema dell'artwork. Ma perché, vuoi il suo numero?ahahahah! (No no ho già una splendida ragazza n.d.J.)
J: Ora la solita domanda obbligatoria per tutti: le liriche. Di cosa trattano, a cosa si ispirano e quanto pensi siano importanti in un disco?
L: Le liriche sono un fattore molto importante nella musica, se infatti la musica trasmette emozioni, esse devono necessariamente trasmettere immagini, concetti, completando il messaggio che arriva all'ascoltatore.
Non possono essere scisse dalla musica che serve a contestualizzarle e, allo stesso tempo, devono essere abbastanza "forti" da non passare in secondo piano (cosa alquanto difficile in un genere come il metal, in cui l'attenzione dell'ascoltatore si accentra maggiormente sulla musica).
Per quanto riguarda LBTI, le liriche sono piuttosto varie, ma, fondamentalmente, tutte traggono ispirazione da pessimistiche riflessioni sulla caducità e sulla complessità dell'esistenza umana, in relazione anche agli eventi di cui siamo testimoni in questi anni.
Ad esempio, in "...(TO) Admire my Black Universe" c'è un chiaro riferimento alla guerra in Iraq, ma più in generale alla situazione del mondo attuale, in cui la vita umana ha meno valore di una goccia di benzina; "Requiem for a Dream" ha invece come tema centrale la "Caduta delle illusioni" che ogni essere umano deve fronteggiare al passaggio dalla fanciullezza all'età adulta, che inevitabilmente diviene l'età del rimpianto.
J: Attualità: presto l' italia sarà chiamata alle urne, te la senti di rendere pubblico ciò che pensi a riguardo? (Siamo rimasti un pò indietro... n.d.J.)
L: Dipende: tu sei pronto ad assumerti la responsabilità della chiusura di Haternal per anarco-insurrezionalismo? Auhauhauahuahauhau!!
J: Siamo alla triste conclusione e come sempre ti tocca raccontarci quali saranno le prossime mosse dei Butterfly Noir....
L: Come già detto, verso la fine di Aprile faremo uscire una versione masterizzata in digitale di LBTI, poi contiamo di tornare ad esibirci in giro per l'Italia, ovunque sia possibile, il più possibile ( in pratica ci appelliamo alla magnanimità dei locali..ahahah!).
Infine ,come ti ho accennato, verso la fine del 2006 potrai ascoltare la nostra prossima uscita che, ti annuncio da subito, potrebbe essere un concept.
J: Per concludere invito te e tutti i lettori a visitare il sito www.haternalgay.com in cui troverete filmati erotici, rigorosamente omosessuali, di tutto lo staff di Headbang (me escluso) insieme ai componenti, molto sexy non c'è che dire, dei Butterfly Noir e lascio a te le ultime parole... Un bacio (sulla guancia).
L: YUMM!! NON MANCHEREMO, SOPRATTUTTO SE I WRITER DI HATERNAL SONO TUTTI DEI FIGHONI COME TE!! GRAZIE INFINITE PER LO SPAZIO CONCESSOCI, HATERNAL RULES ahahahaahah!
Per inserire un commento devi essere registrato.
Clicca qui per registrarti oppure effettua il login.