"Non Umani" - Brad Barron n° 1
Pag. 98 - Costo 2,50€
Soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
Disegno: Bruno Brindisi
Copertina: Fabio Celoni
Lettering: Luca Corda
INFO SULL’AUTORE: Tito Faraci è nato a Gallarate (Varese), il 23 maggio 1965.
Per lungo tempo, è stato critico musicale poi, nel 1995, l’esordio come scrittore di fumetti sulle testate Disney. Tre anni più tardi, inizia a lavorare anche per la Astorina, la Casa Editrice di Diabolik, che gli chiede di realizzare due albi speciali, entrambi disegnati da Giuseppe Palumbo, che ricostruiscono le "origini segrete" di Eva Kant ("Eva Kant, quando Diabolik non c'era", 2003) e Ginko ("Ginko, prima di Diabolik", 2005). Sceneggia "Lupo Alberto", di cui cura anche alcuni adattamenti per la serie animata televisiva prodotta da Rai Trade.
Dal 1999, collabora con la Sergio Bonelli Editore per Dylan Dog, debuttando con l’albetto allegato al Dylan Dog Special n. 13, dal titolo "Sotto il Vestito Troppo", e, in seguito, sceneggiando per Nick Raider, Magico Vento e Speciale Cico. Nel 2000, Einaudi pubblica, nella collana Stile Libero, sotto il titolo "Topolino Noir", dieci storie d’ispirazione “hard-boiled” scritte da Faraci, caso unico di antologia specificatamente dedicata a uno sceneggiatore disneyano, che raccoglie avventure pubblicate in svariati Paesi del mondo. Nel 2004, esce per Panini Comics "Il Segreto del Vetro", prima e, per ora, unica storia dell' uomo Ragno creata e ambientata in Italia, disegnata da Giorgio Cavazzano. Per Sergio Bonelli Editore, attualmente, oltre a Brad Barron, di cui realizza tutti i diciotto numeri in uscita, è al lavoro su una storia di Tex.
INFO SULLA SERIE: nel bel mezzo di una spaventosa crisi editoriale che investe quotidiani, periodici e fumetti la Bonelli si distingue nuovamente per il suo spirito alternativo e lancia una nuova serie. Nuova a 360 gradi: Brad Barron durerà solo 18 numeri. Le aspettative sono ovviamente elevatissime: una serie breve è tenuta a sopportare lo sguardo vigile del lettore esperto che si aspetta molt… di più. Cura dei dettagli, cura dei soggetti, notevole spessore dei personaggi, perfezione dei tratti, trovate coinvolgenti e soprattutto divertimento.
INFO SUL SOGGETTO: un uomo del passato con la voglia di vedere il suo futuro, questa l’idea che scorre attraverso le chine dell’albo. Un guerrieo, un ricercatore, un coraggioso, ma soprattutto un essere umano, tratti che gli permetteranno di non arrendersi innanzi alla disgrazia abbattutasi sulla terra degli anni ’50. Il protagonista rivela il suo carattere irruento, curioso e orgoglioso fin dalle prime pagine, per la gioa del lettore critico che di protagonisti trasparenti ne ha la nausea.
Certo non è dei migliori un inizio che sembra la trasposizione paraletteraria de Indipendence Day. La narrazione si riprende grazie ad un accattivante uso dei flashback che consentono al lettore di rispondere alla domanda: ”Si ma a stò punto come ci siamo arrivati?”. Ma il lettore attento dirà :”Ok ,il tema è trito e ritrito, ma forse ce la fanno a produrre un prodotto originale, almeno per il taglio”. Cosa c’è di originale nell’invasione della terra da parte di una razza aliena, costituita da esseri che sembrano le bozze primarie dei mostri di Alien di Ridley Scott? Cosa di più abusato dei rapimenti a scopo sperimentale? Cosa di più obsoleto di combattimenti contro mostri alieni per testare l’umana prestanza fisica? Sbagliamo a ricercarla in questi superficiali argomenti, la novità è sottile come un foglio di carta, sfuggente come un alito di vento: la speranza… la speranza che si concretizza e permette di superare tutte le difficoltà, anche quelle insormontabili. Ma che cactus di novità è questa? Si già in effetti negli anni cinquanta queste tematiche furono sulla cresta dell’onda, no è vero nell’ondata successiva di fantascienza degli anni ’60-’70. Caspita nemmeno allora, quindi la novità c’è.
INFO SUI TRATTI: la Bonelli tira un colpo basso e come copertinista ammiriamo un energico Celoni con un tramonto post-disastro in grado di esprime dramma e speranza. L’immagine d’apertura della serie (pag. 3) oltre ad essere un rimando alla copertina ha l’ulteriore pecca di essere disegnata malino: i tratti somatici del protagonista sono poco riconoscibili. Smettendo di fare le pulci e osservando l’albo oramai entrato nel vivo, notiamo un revival del chiaro-scuro anni ’60 che accarezza l’occhio, con spigolose forme anni ’50 (macchine, sedie, tavoli) che lo caratterizzano fino alla fine. Brindisi ben distaccandosi dal suo stile Dylaniato, per calarsi nell’atmosfera, riesce bene a rendere il quadro d’insieme senza eccellere con tavole particolari. Un particolare, tocco da maestro, a pag. 14 che collega l’immagine del mostro ai due improvvisati gladiatori: Brindisi grazie ad un semplice, ma ricercato, trucco d’impaginazione lega il lettore ai protagonisti condividendone l’angoscia. Segnalo a pag. 63 un vero e proprio quadro: crollo del ponte di Brooklin solo immaginarselo è difficile, figuariamoci rappresentarlo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: pag. 81 e pag. 94 due primi piano da manuale, mi sembra quasi di sentire una voce :”La classe non è acqua”.
THIS IS THE END: Un’avventura paraletteraria ci aspetta a braccia aperte per i prossimi due anni, le tematiche sono vecchie anzi giurassiche per una società che si rinnova ad altissima velocità. Forse questo è un bene, perchè ci viene data la possibilità d’immergerci in un atmosfera rarefatta, in un flusso temporale evanescente che scavalcando le leggi della fisica ci riporta indietro nel tempo, però con l’occhio dell’osservatore moderno. Non sò voi, ma io ci voglio provare.
Che il Kaos sia con voi.
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