Interessante e piacevole gita fuori porta in quel di San Giacomo degli Schiavoni, ridente paesino in provincia di Campobasso a due passi da Termoli.
Una giornata che sarebbe dovuta partire all'insegna del cazzeggio più totale, con fugace ma decisa escursione volante all'Aqualand a Vasto o meglio ancora nelle limpide acque del mare termolese... nulla di tutto questo a causa del solito tempo bastardo e partenza in tutta tranquillità nel pomeriggio.
Apertura cancelli alle ore 18.00 pertanto partenza tranquilla verso le 16.30 ed un cielo che finalmente si apre regalandomi così la quasi certezza che i circa 100 km da percorrere non saranno fatti a vuoto.
Arrivati a destinazione con la precisione tipica di un orologio svizzero, parcheggiamo a 100 metri dai canceli d'ingresso... insomma, una giornata che malgrado le intenzioni iniziale sembra iniziare a regalare le prime soddisfazioni.
Eppure i cancelli non si aprono... poco male, ne approfittiamo per gustarci una prima birra giornaliera nel bar di fianco al parco che ospita la manifestazione.
Qualcosa che non quadra però sembra esserci, i cancelli si aprono finalmente verso le 19.20, problemi tecnici evidenti dovuti al maltempo che per tutto il pomeriggio non ha abbandonato l'organizzazione trovatasi a montare il palco e preparare al meglio la strumentazione in pochissimo tempo.
Il tempo lo ammazziamo così tra un panino con la salsiccia molisana, svariate birre (il tutto a prezzi POPOLARISSIMI, complimenti davvero!!!) ed una capatina agli stands presenti all'interno del parco comunale piccolo ma accogliente.
Vinili interessanti, molti cd usati in buone condizioni e low cost, ed i classici banchetti col merchandising dei gruppi partecipanti, insieme ad esposizioni di chitarre e l'esemplare banchetto di raccolta fondi Unicef, un'iniziativa importante intrapresa dall'organizzazione che oltre a promuovere questa raccolta ha devoluto anche parte dell'incasso all'organizzazione benefica.
Senza perderci in troppe chiacchiere però, le esibizioni iniziano con quasi tre ore di ritardo...
Del resto il tempo è stato quello che è stato e ci si può già reputare fortunati che madre natura ha poi permesso il regolare svolgimento della manifestazione.
Fatto sta che verso le 21.00 salgono sul palco i padroni di casa TRODDEN SHAME.
Il giovanissimo combo di Campobasso, unica band molisana presente, ha dato vita ad una gig discreta in cui l'energia del loro thrash metal potente e d'impatto ha dovuto fare i conti solo con un pubblico un pò freddino evidentemente scazzato dalla situazione orari che si era venuta a creare. Una prestazione senza infamia e senza lode la loro che probabilmente ha pagato una mancanza di esperienza on the road che potrà tuttavia essere velocemente superata vista la giovanissima età media.
Non c'è tempo tuttavia per le sottigliezze, la scaletta di tutte le band è ridotta di 10 minuti per permettere il termine della manifestazione in tempo debito.
E così ecco salire immediatamente sul palco i bolognesi MURDER THERAPY.
Presentatisi sul palco orfani del singer Riccardo assente per motivi di salute, la band ha così sfoderato un'esibizione interamente strumentale. E ammetto che, non avendoli mai sentiti e non essendo a conoscenza dell'assenza del cantante sono rimasto particolarmente colpito dalla proposta.
Fautori di un death metal intricatissimo e tecnicissimo, gli emiliani mi hanno letteralmente ipnotizzato vista la loro grande perizia tecnica e la capacità di creare brani lunghi ed intricati, davvero una bella scoperta.
Si inizia ad entrare nel vivo della manifestazione quando sul palco salgono i miei corregionali SAWTHIS, vera e propria istituzione della scena metal abruzzese che ormai da una dozzina d'anni muove i suoi passi on stage e giunti finalmente ad una certa notorietà dopo il recente deal firmato con la Scarlet.
Il loro thrash/death modernissimo e d'impatto perfettamente bilanciato tra groove e potenza è ormai marchio di fabbrica dei nostri; la loro capacità di tenere il palco e di dar vita a esibizioni vulcaniche è ormai un dato di fatto puntualmente confermato durante l'Armageddon.
Brani, in particolar modo quelli tratti dal recente "Egod", che fanno subito presa sul pubblico che si scatena con annesso pogo e stage diving cui gli abruzzesi si rendono pienamente partecipi.
Anche qui si tratta di un'esibizione "monca" visto il tempo a disposizione, ma in una quarantina di minuti scarsa è venuta fuori tutta la potenza e la capacità di reggere il palco di una band che si spera possa raccogliere sempre di più tutto il sudore e la passione disseminati in tantissimi anni di attività live.
Ed eccoci ai "big": a salire sul palco è la band più di tutte attesa dal sottoscritto, i SADIST.
Reduci da un ultimo album a parere del sottoscritto "in tono minore" rispetto al passato, i genovesi sono sempre una garanzia live e lo hanno confermato anche in quest'occasione.
Trevor dietro al microfono è il solito animale da palco, la sua prestazione è sempre mostruosa così come quella dei colleghi con Tommy sempre a dividersi tra chitarra e tastiere.
I soliti suoni perfetti, il solito compendio di classe per una band che dimostra di non mollare di una virgola.
Una cinquantina di minuti di concerto in cui Trevor e soci dimostrano di non guardare troppo al passato e non crogiolarsi sugli allori, ma ripropongono in larga parte brani della più recente discografia al solito riprodotti in maniera entusiasmante... "One Thousand Memories" su tutte per una prestazione che in toto non fa che confermare la band tra le migliori dal vivo in ambito italico.
Si va avanti con l'orario quando sale sul palco il "personaggio" della serata ovvero PINO SCOTTO.
Senza starci a dilungare troppo su un personaggio che vive senza mezzi termini tra fans che lo lodano e benedicono ed altri che invece lo mandano a cagare a priori (anche durante la sua esibizione dai primi posti qualche parola nei suoi confronti è volata), il suo spettacolo è stato un compendio di buona musica nella prima parte ovvero quando ha riproposto classici della discografia dei vecchi Vanadium, e di pessima nella seconda quando i brani protagonisti sono stati i suoi... e tralaltro in quest'altra parte c'è stato ampio spazio anche sulle sue personali sparate populistiche contro pedofilia, politica e chi più ne ha più ne metta. Nulla di male, per carità ma demagogia ai massimi livelli. Di certo posso tranquillamente dire che il suo spettacolo alla fin fine non mi è dispiaciuto, sia per la buona musica (quella dei primi brani però...) sia perchè per il resto due sane risate alla fin fine ce le siamo fatte; un pò come vede Rocco 'n' Rollo per la precisione...
Il gran finale è stato affidato ad un altro pezzo di storia della scena metal tricolare, i BULLDOZER tornati sulle scene un anno fa a distanza di oltre 20 anni con il loro nuovo "Unexpected Fate".
Certo che al momento della salita sul palco dei lombardi il tempo tendeva a stringere e, causa impegni improcrastinabili per la mattina seguente, siamo stati costretti a vedere solo qualche minuto della loro esibizione senza così poter dare un giudizio ben preciso sulla loro prestazione.
Chi li ha visti (gente di fiducia) giura in una prestazione interessante, nulla per cui strapparsi i capelli, ma un'oretta di musica di alta scuola con diversi brani estratti dal loro ultimo lavoro ed una carrellata di classici.
Un concerto tuttavia più "only for fans" che altro....
Ci incamminiamo verso Pescara così verso l'1.30 tutto sommato soddisfatti per una manifestazione che sarebbe potuta essere ancora migliore con condizioni atmosferiche più clementi.
Ma in definitiva a tutto lo staff tanti complimenti per una manifestazione che ormai sta diventando una tappa fissa nel panorama metal del centro-sud storicamente privo di date interessanti.
Unica pecca??? E questo devo dirlo... l'assenza totale di cessi chimici... un problema che se per noi maschietti è facilmente superabile, lo stesso non può dirsi per le femminucce.
Una mancanza tuttavia non nuova a festival anche più importanti, ma tant'è.
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