Aquefrigide

Aquefrigide

Trovare una band capace di suonare in maniera particolarmente originale fregandosene altamente di qualsiasi 'catalogazione' e soprattutto di qualsivoglia trend del momento è, ad oggi, impresa piuttosto ardua. Quando si ha l' occasione tuttavia, molto spesso si rimane sorpresi... È proprio quello che mi è successo trovandomi tra le mani "Un Caso Isolato", debut album di Aquefrigide interessantissima one-man band capitolina dietro il cui sound si nasconde l' irrequieta figura di Bre Beskyt Dyrene, musicista ai più sconosciuto ma molto attivo nell'ambito underground nostrano. La sua innata capacità di mischiare una varietà di generi nella propria proposta che vanno dal rock alternativo ad altri decisamente più "estremi" mi ha dunque particolarmente colpito e dopo aver curato la recensione dell'album (che potrete trovare in questa stessa webzine) ecco a voi una succosa ed "insolita" intervista, con una serie di risposta un pò "sopra le righe" che ricalcano appieno la natura spiritosa e provocatoria del progetto Aquefrigide...

Thrasher: Ciao, tanto per iniziare parlaci del progetto Aquefrigide, come e quando nasce e come si sviluppa...

Aquefrigide: Aquefrigide come idea nasce nel 1999 ed inizia a prendere forma nel 2001. Nasce dal buio! Dall'isolamento forzato in cui mi ritrovai al tempo.Per diversi anni i miei unici amici sono stati i fantasmi... Sono loro che mi hanno ispirato e che mi hanno dato la forza di continuare nonostante per me la vita era giunta alla fine! Da allora ho realizzato diversi demo prima di pubblicare "Un Caso Isolato".

T: Passiamo ad analizzare il lato musicale della proposta; definire il vostro sound con precisione non è impresa facile, personalmente l'ho definito "Alternative-Dark-Noise" capace di mischiare al suo interno rock alternativo, grunge, industrial, dark e musica estrema. Insomma, al di là delle innumerevoli sfaccettature della vostra musica quali sono le influenze che ti hanno portato a forgiare questo sound particolare?

A: Non ho influenze particolari... Ho soltanto passato tutte le notti ad ascoltare le ombre... Alcool mi sorreggeva e metadone era agli sgoccioli...</span><span style="font-weight: bold;">T: Oltre alla musica si può non soffermarci sui testi che li considero uno dei punti forti del vostro lavoro soprattutto per il loro particolare "ermetismo". Cosa vuoi rappresentare con questi?</span>A: Semplicemente me stesso... Io sono quello che scrivo!

T: La cosa che maggiormente balza all'orecchio all'ascolto di "Un Caso Isolato" è il particolare bilanciamento tra estremo ed una certa orecchiabilità che si rinviene soprattutto in brani meravigliosi quali "Detesto" ma soprattutto "Trota" e "Ago Primavera" (che considero il miglior episodio del lavoro), tanto che confesso che per almeno un mesetto il lavoro ha suonato fisso nella mia autoradio. Tuttavia coglierne l' essenza dopo pochi isolati ascolti risulta quasi impossibile; ti trovi d'accordo?

A: Sono riuscito a cogliere l' essenza dei testi e delle opere della D'Avena soltanto dopo anni e anni di ripetuti ascolti... Ti posso capire...

T: Aquefrigide è un monicker abbastanza particolare oltrechè d'effetto. Che significato ha alle spalle?

A: Aquefrigide era il nome di una delle tante torture usate nel periodo della fottuta inquisizione per uccidere povere donne accusate ingiustamente di stregoneria... La Santa ignoranza... Maledetto poci assassini figli di Dio...

T: Una curiosità. Soprattutto tra la stampa più oltranzista c'è sempre chi, quando si trovi a valutare lavori come il vostro, considera tutto alla stregua del più classico rock alternativo italiano, arrivando tante volte a sottovalutare il prodotto che si ha di fronte. Vi è capitata roba simile? E soprattutto, vi trovate d'accordo con la mia considerazione?

A: l' italia è piena di mezze seghe e teste di cazzo...

T: Aquefrigide e il metal. La vostra intervista appare su una webzine "estrema" qual'è headbang. Fermo restando che il tuo progetto rientra appieno in questa definizione anche se non da un lato prettamente musicale (più che altro concettuale) qual'è il tuo rapporto con il metal "estremo" appunto?

A: A me piace la musica fatta col sangue!

T: Com'è stata la reazione della critica verso "Un Caso Isolato"?

A: Molto buona direi. Abbiamo avuto un riscontro positivo dalla critica in generale...

T: Da quello che apprendo sono anni che la figura di Aquefrigide (intesa come Bre Beskyt Dyrene) fa parlare di sè in particolare nell' orbita della scena underground romana, puoi farci un riassunto delle tue precedenti opere ed esperienze?

A: Ho avuto diverse formazioni prima di creare le Aquefrigide. Nel primo progetto, che risale al 1989, eravamo in quattro. Qualche anno dopo un secondo progetto differente: questa volta siamo in tre.Poi do vita ad un duo dove ci cimentiamo con l' uso di una sola chitarra, una voce e percussioni di acciaio. Avevo costruito una batteria di ferro elettrificata con pezzi trovati nelle discariche! Ci sono delle registrazioni ma purtroppo sono inutilizzabili, il tempo ha ucciso i nastri! Poi arriva l'anno 1999... Iniziano a prendere vita le Aquefrigide!

T: Esperienza live; come procede, e soprattutto qual'è la risposta del pubblico?

A: Ci stiamo muovendo... ma ancora poco. Ad ogni modo il pubblico apprezza e questo mi fa molto piacere.

T: Avete in progetto qualche nuova uscita nel breve periodo?

A: Si... stiamo lavorando al nuovo disco ed entreremo in studio prima della fine dell'anno.

T: Ha partecipato qualcuno oltre te alla realizzazione di "Un Caso Isolato"? Ed in tal caso possono essere considerati parte integrante del progetto? Hanno partecipato alla stesura dei brani o si sono limitati al semplice ruolo di esecutori?

A: Nessuno ha partecipato con me alla realizzazione del disco! Io l'ho arrangiato, io l'ho eseguito (a parte la batteria che è elettronica), ed io l'ho steso. Aquefrigide è sempre stato un progetto solista anche live... Solo ultimamente sto ampliando la formazione.

T: Come nasce un brano di Aquefrigide?

A: C'è qualcosa che mi possiede ogni volta che faccio una canzone. Non ricordo come nasce... arriva e basta!

T: C'è qualcosa che ti ha particolarmente rotto i coglioni ultimamente (sempre rimanendo nell' orbita della band)?

A: Non possono rompersi più di così!!! Ultimamente ho preso l' orchite!!!

T: Ed ora passere a parlare un pò della scena underground romana. Dammi pure qualche nome di bands cui provi particoalare ammirazione.

A: Roma è piena di perle violente pronte ad esplodere. Ma io non faccio la spia!

T: Cosa comporta suonare un genere di "nicchia" come il tuo a livello di visibilità, soprattutto quando una band si trova agli inizi?

A: Non credo che Aquefrigide sia un genere di nicchia. E comunque è sempre la stessa merda per tutti!

T: Ti ringrazio per la disponibilità all'intervista, e per finire ti lascio libero di concludere come vuoi...

A: Come sterminare tutti i vermi senza farsi troppo male... Vedeva grasse balena carnivore parlargli di alghe appiccicose che infestavano le acque. Fatto fracico di acido tra oscure nuvole e indecifrabili mozzati dai bagliori del giorno. Tutta un'astuta immondizia... Così prese a bruciare palle di mulo credeva che lo sperma secco potesse tappare i buchi. La colla è gay.Grazie a te e soprattutto vorrei ringraziare tutte le persone che ci seguono e che ci aiutano!Che il male sia con voi!Sempre violenti!

Bre Beskyt Dyrene

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