AQUEFRIGIDE + TANNHAUSER

AQUEFRIGIDE + TANNHAUSER

Si arricchisce di un nuovi eventi musicali a cadenza mensile, la scena live pescarese...per volere di pochi ma volenterosi "adepti" nasce la Frantic Factory, un gruppo di amici e non solo che come al solito si sbattono per organizzare e promuovere le serate "alternative" in uno spicchio di paese che pullula di discoteche e locali più prettamente "in" e che solo negli ultimi anni ha trovato la propria ribalta grazie alla collaborazione e le sinergie con diversi locali della zona.

La prima uscita ufficiale organizzata dalla Frantic vede un gradito ritorno a Pescara: sul palco sale infatti l'istrionica Bre Beskyt Dyrene alias Simona La Muta con il suo progetto Aquefrigide.
Di ritorno si tratta perchè l'artista romana già in passato era salita sul palco pescarese con notevole riscontro di pubblico per una musica che sembra uscire direttamente dal disagio più profondo, una musica in grado di avvicinare e riunire svariati tipi di fans, tanto gli adepti di un certo sound maggiormente "alternative" tanto quanto i metallari più o meno intransigenti.

Teatro dell'evento, Tipografia, locale della periferia pescarese quantomai adatto per ospitare eventi live. A supporto della band ci sono i Tannhauser band pescarese formata da una costola dei più famosi Zippo già saliti alla ribalta con gli ultimi grandi lavori sotto l'egida della Subsound Records.

Ci sono insomma tutti gli ingredienti per assistere ad una serata di sana ed incontaminata musica.

Sono i Tannhauser i primi a salire sul palco; la band di casa da vita ad uno spettacolo ben degno delle qualità musicali dei propri componenti. Di fronte ad un pubblico non ancora caldissimo ma ben attento, ne è uscito così un'ottimo live all'insegna di una musica capace di convogliare al suo interno l'ideale mix di stoner e psichedelia acida che riprende in parte le sonorità della band "madre" dalla quale si distingue tuttavia per un sound maggiormente "ipnotico" ed acido.
Una mezz'ora abbondante di ottima musica insomma, che serve a scaldare il pubblico in attesa di un'altra band (gli Aquefrigide) di stampo diametralmente opposto da un punto di vista di sound.

E arriva quindi il momento della band più attesa, quegli Aquefrigide che tornano a Pescara a distanza di quasi tre anni. La band romana da sempre progetto personale di Simona La Muta (solo recentemente si configura come una vera e propria band fatta di più componenti) ha dato alle stampe due album: Un Caso Isolato (2006) che rappresenta sicuramente il loro apice compositivo e l'ultimo La Razza (2009) lavoro leggermente più istintivo e orientato su sonorità più "dure".
Un'ora e mezza di spettacolo abbondante quello messo in scena dai romani la cui scaletta, ottima, ha ripercorso abbondantemente i capitoli migliori dei due lavori.
In che Depressione Suono e Svastika sono i manifesti sonori di una band che fa del disagio e della totale negatività il proprio essere. Particolarità che si riflette nella musica e nei testi, tanto spietati quanto ai limiti dell'autoironia.

Tutti elementi che il pubblico pescarese dimostra di apprezzare tanto che si assiste ad un live in cui è evidente la partecipazione tra la band e i propri fans assiepati sotto il palco.
Non sono mancati i "classici" della band romana: Detesto, Soffio Veleno e Paralisi Anemica sono i brani più apprezzati tratti dal primo lavoro. La prestazione della band è perfettamente in linea con quanto ci si aspetta da live come questi, conditi da una sana attitudine punk e da volumi alti che mettono in risalto i passaggi di una musica lineare ma non per questo carente di fascino.

Il bis conclusivo si apre, tra un pubblico in delirio, con Ago Primavera altro gioiellino dell'album d'esordio di una band che se ne va tra i meritati applausi.

Un gran bell'esordio insomma per la nuova realtà pescarese, che si ripromette di organizzare un evento al mese sempre sulle scene di Tipografia.
A Febbraio sarà ora il momento dei Forgotten Tomb, a marzo spazio agli svedesi Siena Root per un progetto che sta prendendo piede e che vuole allargarsi a dismisura così da avere la possibilità di organizzare il maggior numero possibile di eventi.

Come inizio non c'è male, ora sta al pubblico pescarese rispondere.

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