Annotations Of An Autopsy

Annotations Of An Autopsy

Annotation Of An Autopsy, sinonimo di death metal e violenza.
Un interessante e simpatico botta e risposta con Sam (chitarra)!

Ciao raga inanzitutto grazie per il tempo che ci dedicate, speriamo di non ammorbarvi con le solite domande di rito
Iniziamo subito l’intervista, allora com’è avvenuta la gestazione dell’ultimo cd? Nel senso, suona decisamente meno 'core dei precedenti, avete pianificato la cosa a tavolino o è stato totalmente un procedimento spontaneo? Personalmente lo trovo una bomba e molto più vicino al death old school, rimuovete il velo di Maya dunque..

Sam: Grazie amico, mi fa davvero piacere sentire queste parole! Prima di tutto qualunque cosa scritta dagli AOAA è per noi stessi medesimi, è musica che noi amiamo per primi, se poi la gente la sente allo stesso modo, si tratta di un "bonus". Credo che uno dei motivi per i quali il suono si è evoluto sia che abbiamo nuovi membri nella band che non erano presenti nelle nostre precedenti pubblicazioni, e con nuovi membri nella band ottieni nuove idee fresche. Abbiamo inoltre deciso di scrivere canzoni nel modo più tradizionale possibile, ovvero ritornello, strofa, mantenendo un sound fottutamente brutal.

Ultimamente il genere ‘metal estremo’ è stato sulla cresta dell’onda anche per motivi spiecevoli quali brutallari emo fags e una caterba di band improponibili a cui bastava un logo illeggibile e dei versi da maiale per definirsi in qualche modo una proposta deathgrind, qual’è il futuro del settore per voi?
Sam: Credo che il metal estremo sia il futuro del metal. Ci sono così tante band estreme al momento, sembra che sia la tendenza verso la quale ci si stia spostando bene o male tutti.

Ricollegandoci alla domanda precedente, vi sentite appartenenti ad una scena ristrettamente UK? Come considerereste l’affluenza ai concerti? Si può ancora parlare di subcultura musicale vivida o è tutta una questione di merketing? È una domanda che mi preme particolarmente perchè qui in Italia ci si lamenta spesso dello scarso impegno coi cui si organizza/partecipa agli ‘eventi underground’, aiutateci ad avere un’idea ampia :)
Sam: Suonare dal vivo è il mio aspetto preferito del suonare in un gruppo, condividere la musica, per la quale hai dedicato giorni e mesi per crearla, e godersi poi la risposta del pubblico ad essa, è una sensazione bellissima! Qui nel Regno Unito, i concerti underground sono più o meno rimasti gli stessi negli ultimi dieci anni, abbiamo suonato live sorprendenti qui, ma a volte ci si chiede sul serio se alcuni promoters sappiano effettivamente cosa stiano facendo oppure no.

Batto il ferro finchè è caldo... avete un feeling speciale con qualche band locale con cui vi piace condividere il palco? Vi sentite di consigliarci qualche realtà ancora sconosciuta all’estero ma che in Inghilterra si sta rompendo il culo per emergere?
Sam: Certo, noi Inglesi dobbiamo stare insieme! L'estate scorsa abbiamo avuto un tour europeo con due grandi band inglesi, Viatrophy e Trigger The Bloodshed. Altre ottime band inglesi sono i Sylosis e gli Architects.

Che ne pensate dell’Hardcore Punk? Ormai è un fenomeno largamente diffuso sopratutto nella vostra nobilissima terra ...ahah sul serio, rientra nei vostri ascolti abituali?
Sam: A noi tutti piacciono diversi tipi di musica, anche se per la maggior parte è metal, naturalmente! Mi piace abbastanza un po' di hardcore, ma in genere preferisco affiancarlo con un po' di metal influenzato hardcore.

Un interrogativo che potrebbe fungere da cartina tornasole, visto l’imminente ritorno degli AOAA a Marzo come supporter per i Suffocation (facciamo marchette):
L’ultima vostra visita nel Bel Paese è stata, se non erro, nel 2008 in tour con i Knights Of The Abyss e gli Acacia Strain. Com’è stata l’accoglienza nostrana? Ci invidiate le fighe?

Sam: La prima cosa che viene in mente quando penso alla nostra esperienza in Italia è senza dubbio su quanto fighe siano le ragazze italiane. Avevamo un day-off nel tour e lo sfruttammo per farci qualche ora in spiaggia, e bene, wow (haha).
Nel complesso ci siamo trovati da dio in Italia e non vedo l'ora di tornare!

Avete dei progetti in cantiere? Tipo dvd live o video musicale? In ogni caso cosa dobbiamo aspettarci dagli AOAA nell’immediato 2010 e negli anni a venire?
Sam: Quest'anno, 2010, sarà un anno bello pieno. Aspettatevi naturalmente un sacco di tour, festival, partying... e un sacco di ore spese a rispondere a ste cazzo di interviste! Haha, scherzo ovviamente! :D

Siamo giunti alla fine, un pensiero intellettuale per i lettori di Headbang? Horns Up!!
Sam: Grazie a voi, fate i bravi!

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