Finalmente online il live report della giornata più estrema di questa novità, il Tradate Iron Fest, organizzato con grande impegno e cura dall'Associazione Culturale Orpheus, alla quale sono rivolte le mie più sentite scuse per il ritardo di questa pubblicazione.
Potrebbero essere sufficienti davvero poche parole per descrivere il lavoro svolto da Riccardo Quadrelli e dal suo staff, eppure non sarebbe giusto ridurre più di tanto gli elogi rivolti al risultato di uno sforzo che credo sia apparso palese alle persone intervenute in questa Domenica di un Giugno che ancora non preannunciava il caldo massacrante che allieta la redazione e tutti voi lettori. Partiamo dal prezzo del ticket d'ingresso: solo 5€ per ciascuna delle due giornate di concerti (la prima, Sabato 19 Giugno 2004, più improntata sulle sonorità classiche della nostra musica preferita, la seconda, beh la troverete meglio analizzata nelle righe seguenti), diversi stand allestiti comprendenti materiale discografico e non di ogni genere, ottimo cibo, ottima birra (trattasi della grandissima Menabrea, prodotta a Biella, migliore birra del mondo nel 2003...) e soprattutto una bill invidiabile per un festival alla sua prima edizione, grazie alla presenza di realtà più che consolidate nel panorama metal italiano ed internazionale. Mi aspettavo sinceramente un'affluenza maggiore, date tutte queste ottime credenziali volte indubbiamente ad una valorizzazione più che buona dell'evento, anche se all'entrata dei Dismember on stage non si poteva certo dire che l'atmosfera non fosse calda... Bando alla futilità di queste introduzioni quindi, e passiamo a raccontare nel dettaglio le performance delle formazioni che hanno prestato servizio sul palco del TIF (purtroppo non tutte, dato che, per cause di forza maggiore, ho potuto assistere all'evento solo dal set degli Endless in poi).
The True Endless
Giungo appena in tempo sotto al tendone allestito dallo staff del TIF nel caso si fossero verificate perturbazioni (cosa che è purtroppo avvenuta), per assistere all'ennesima convincente performance di questa stabilissima ed attivissima formazione novarese. In vista dell'uscita del secondo full lenght del combo black metal, sempre pubblicato da Aphelion Production, i nostri non esitano affatto a dare un corposo antipasto di quello che sarà poi presentato dal lavoro in studio: sono infatti diverse le tracce estratte dal successore di "Wings of wrath", e queste non fanno altro che confermare la qualità della proposta degli Endless, band alla ricerca di un suono sempre più personale, arricchito se vogliamo da influenze inusuali, ma sempre legato alle radici che contraddistinguono il vero black metal di vecchia scuola. Presentati anche vecchi cavalli di battaglia come "Vavertland", "You'll never walk alone" e "The forest like us", ottimamente interpretati dalla voce di Astraghon, il cui insolito cantato pulito affiancato allo screaming ben caratterizza il sound degli Endless. La conferma che tutti si aspettavano. Bravi!
Entirety
Baso il mio giudizo su questa band in relazione alla precedente performance cui il sottoscritto ha assistito, data l'improbabile decifrabilità del loro show, causata da suoni del tutto inadeguati alla proposta di questa formazione esteticamente "terrorista". Armato di un grosso martello e coperto in volto da un passamontagna, il singer della band si pone come vero trascinatore di un suono estremo che nel suo purismo black metal inserisce diversi elementi di natura thrash/death, raffinati da un lavoro di chitarra solista davvero buono, elemento che indubbiamente dona epicità al sound globale degli Entirety e li scosta dai clichet del genere. Indubbiamente bravi, anche se per il sottoscritto risultano essere alla lunga stancanti. Trattasi però una questione di gusto soggettivo, visto che alla band le qualità non mancano di certo.
Hatework
Dopo un'oretta abbontante di pausa che separa il primo troncone di performance da quelle degli headliner, si passa innanzi al palco principale, decisamente ampio e attrezzato professionalmente. Senza ombra di dubbio un punto a favore per il debutto del TIF. Ad aprire il secondo tempo di questa giornata indubbiamente indirizzata ai nostalgici del metal estremo, vi sono gli Hatework, consolidata formazione thrash metal il cui suono si pone a metà strada tra la scuola americana e quella tedesca. Il trio, formazione ormai stabile dai tempi del celebre (almeno nell'underground nostrano) cd promozionale "Thrasher's attack", propone le song del mini e del debut album, pubblicato ormai un annetto fà, con una carica esplosiva ed una precisione esecutiva non indifferente, elementi che ben sottolineano come questa sia una formazione più che rodata in ambito live. Martellanti e costanti, i nostri non perdono di tiro neanche un minuto, dando degna conferma della fama acquisita nella scena in questi anni di attività.
Vexed
Se pensavate che il tributo al padrone incontrastato del metal più estremo degli anni '80 fosse finito qui vi sbagliavate di grosso. Sono infatti i Vexed, capitanati dall'aggressivo singer Mick, che con le loro tematiche belliche e un sound indubbiamente debitore alla scuola thrash tedesca (Sodom su tutti), danno in pasto alla folla i brani del loro primo full lenght "Nightmare holocaust". Come per gli Hatework, anche per loro non posso far altro che sottolineare la potenza e la precisione esecutiva, se non addirittura il maggior coinvolgimento del pubblico grazie al carisma del succitato frontman, sempre in grado di caricare i l'audience con una presenza scenica davvero professionale e idee il cui stampo culturale non può che essere gradito al pubblico la cui terra natia è proprio quella lombarda: giusto per omaggiare stilisticamente un'altra grande formazione, i Longobardeath, i nostri si lanciano in una cover di "Ace of spades" cantata in dialetto lombardo. Un'idea senza dubbio ben riuscita e gradita dai presenti. Promossi a pieni voti!
Dismember
La serata, sempre più avvolta da un freddo sorprendentemente umido, volge all'epilogo con lo show degli attesissimi e storici headliner, i quali, per rendere più gustosa la performance, hanno anche il coraggio di farsi aspettare. Attesa adeguatamente ripagata, anche se non subito, a causa dei volumi troppo bassi che mi obbligano ad avvicinarmi al palco per avere un ascolto migliore direttamente dagli ampli. Problema che fortunatamente si risolverà nel cprso dei brani immediatamente successivi all'opener. Come mi aspettavo, la scaletta risulta essere estremamente eterogenea, non distante da un "best of", proprio come era successo in occasione del Wacken dello scorso anno. Numerosi i brani tratti dall'ultimo lavoro "Where ironcrosses grow", accostati alle piccole gemme di purismo svedese tratte da tutti i lavori della band, compresa l'immancabile "Casket garden". Il concerto non manca senza ombra di dubbio della partecipazione del pubblico, scatenatosi in un pogo forse un po' violento, che ha obbligato il singer a fermare per un attimo le macchine e ad invitare il pubblico ad evitare disordini. Beh, sappiamo sempre come farci riconoscere, o no? Anche se ritengo opportuno sottolineare come il succitato cantante, alla luce del risultato della recente partita degli Europei Italia-Svezia, abbia provocato il pubblico esaltanto il bomber scandinavo Ibraimovich, indirizzandosi quindi gli insulti (comunque scherzosi) dell'audience. Dopo il solito finto abbandono dello stage per concedere al pubblico i bis, i nostri chiudono il sipario con song estrapolate dalle radici della band, quale l'opener del debut lp. Uno show coinvolgente e devastante, il quale ha messo in evidenza come i Dismember siano una di quelle band che portano avanti un determinato discorso con onestà e passione, senza cedere alle esigenze del mercato, e soprattutto divertendosi, cosa che a fatica trapela dalla "professionalità" di tante formazioni, anche minori. Un applauso ad una grande band e ad una grande giornata all'insegna del purismo underground!
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