Finalmente al forum di Assago giungiamo con grande fermento per questo attesissimo evento.. atteso da quantoo? Ho perso il conto dei giorni...Ci addentriamo, col biglietto preso due mesi prima, schiviamo i mille bagarini e i cani poliziotto così belli pelosetti (ma una lavata mai eh??), che impediranno ai fans più psichedelici di accendersi qualche sigaretta condita mentre nell'aria aleggia chessò, magari Aenima per farci del male.
L'attesa è infinita, dura mille anni (o 10.000 giorni...), lo show è previsto per le ore 21, senza band di supporto, senza perdite di tempo inutili, senza far attendere troppo noi, che siamo tanti, tutti là per loro, i Tool.Eccoli, alle ore 21.20.Entrano tutti sul palco, tutti tranne Maynard.
"Lost Keys" è il pezzo d'apertura, i suoni non ci sono per niente, ma pian piano vengono sistemati, soprattutto la batteria, purtroppo penalizzata un po' per tutta la durata del concerto, che a tratti sembra quasi inesistente, veramente un peccato. Ma ecco che arriva anche Maynard, cappello da cow-boy, pantaloni stretti stretti e petto nudo.. lui sta infondo al palco, come sempre e non si lascia perdere l'occasione, come di rito, di avvertire i fans che "No photo, no flash, no smoke" e sorrido.I pezzi dell'ultimo cd mi lasciano senza fiato, dal vivo sono ancora più comunicativi, sarà per le meravigliose proiezioni sugli schermi che arredavano il palco, che accompagnavano ogni singola nota con immagini perfettamente in sintonia col sogno che stavi compiendo in quel momento.Rosetta Stoned, Stinkfist, The Pot, Forty Six & 2, Jambi, Schism, Sober, questa bene o male incompleta è la scaletta di uno show durato 1 ora e 40 minuti intensissimi. Per tutto questo tempo i Tool hanno compiuto una grande magia, sonora e comunicativa innanzitutto. Adam Jones è un maghetto prodigioso, le sue dita generano quei riff che abbiamo stampati a fuoco nel cervello, mentre Justin Chancellor con tanta naturalezza impera col suo basso pugnalate a cui siamo abituati; E' uno splendore vederli suonare tutti insieme, ma togliendo la mia emozione scaturita dal vederli dal vivo, devo dire che però i suoni non erano ottimali, sicuramente questo è dovuto al fatto che suonare in posti così grandi, non fa mai bene a musica di questo genere, insomma, non sono mica Ligabue.
Lo show finisce con "Aenima" e cala un po' di tristezza, ma quanta soddisfazione.. la band ci saluta, Maynard si avvicina agli altri e dà loro il 10, un gesto che m'ha fatto intenerire ancora di più, che m'ha fatto capire che i Tool si divertono un casino a suonare insieme, che il loro mestiere lo sanno fare e che quello scricciolo psicopatico che se ne sta a fondo palco col suo microfono, è un artista in tutto e per tutto.Me ne vado, stanotte dormirò sogni tranquilli.
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